L'Istituto Paolo VI

Centro internazionale di studi e di documentazione

La sede dell’Istituto Paolo VI a Concesio

Alla morte di Paolo VI (6 agosto 1978) innumerevoli furono i riconoscimenti della grandezza della sua persona, dell'importanza storica del suo pontificato, del valore del suo pensiero e della sua opera: autorevoli voci di cattolici e di non cattolici, uomini di Chiesa, personalità politiche e intellettuali, voci di popolo. Passati i giorni e lasciate alle spalle le dichiarazioni ufficiali, divenne sempre più necessario avviare uno studio condotto con metodo scientifico della personalità di Paolo VI, del suo magistero e dei tempi in cui visse e operò.

Si avvertì, innanzitutto, l'importanza di procedere ad un’indagine archivistica e storiografica in grado di favorire l’approfondimento di quello che certamente fu un capitolo centrale della storia religiosa e culturale del XX secolo. L'Opera per l'Educazione Cristiana di Brescia – diocesi dove Paolo VI nacque e venne educato, e dalla quale partì dopo l'ordinazione sacerdotale, ma restandole sempre spiritualmente unito – decise di promuovere un’istituzione idonea a raggiungere tale scopo. Venne pertando deliberata dall’Opera – fondazione di culto e di religione canonicamente eretta con decreto vescovile nel 1977 e civilmente riconosciuta l’anno successivo con decreto del Presidente della Repubblica – la costituzione dell’"Istituto Paolo VI", come "Centro internazionale di studi e di documentazione".

Pensato come espressione dei sentimenti di venerazione e di affetto che i cattolici bresciani nutrono per la memoria di Paolo VI, l'Istituto vuole essere pertanto un centro dove gli studiosi – operando con metodo scientifico e rigore – possono trovare gli strumenti necessari per le loro ricerche. È nato sotto il patronato di un Comitato Promotore internazionale, al quale hanno aderito autorevoli personalità del mondo ecclesiastico e laicale, a cominciare dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, arcivescovo di Monaco. Un Comitato Scientifico ne indirizza le iniziative e un Comitato Esecutivo, presieduto sin dalla fondazione dal dott. Giuseppe Camdini, ne cura l'attuazione.

Dopo trent’anni di attività la sede dell’Istituto è stata trasferita dalla storica sede cittadina, presso il Centro Pastorale Paolo VI (in via Gezio Calini 30), nella nuova struttura di Concesio eretta accanto alla Casa natale di Giovanni Battista Montini, nello spazio un tempo occupato dall’ampio brolo del seicentesco palazzo nobiliare. La cerimonia inaugurale sarà presieduta da S. S. Benedetto XVI domenica 8 novembre 2009.

L’elegante complesso in pietra Santafiora è articolato in diversi corpi di fabbrica comprendenti l’Archivio del Centro studi dell’Istituto Paolo VI con i relativi uffici, la Biblioteca, un moderno Auditorium di 250 posti intitolato all’ing. Vittorio Montini – che donò all’Istituto la Casa natale in cui nacque Giovanni Battista Montini con l’adiacente area –, e gli spazi espositivi della “Collezione Paolo VI”, con il museo d’arte religiosa, una propria biblioteca specializzata di oltre 15 mila titoli e attrezzati laboratori didattici per favorire l’educazione al bello e all’arte.

Moderno e accogliente, il nuovo Centro studi dell’Istituto Paolo VI si inserisce rispettosamente nell’ambiente prealpino circostante; esso è ubicato nei pressi della Casa natale, a cui si correla tramite la corte interna. Le linee pulite e l’apparente sobrietà strutturale danno un senso di solida concretezza coerente con i valori che vuole esprimere, sostanziati dalla nobile dimora Montini, dall’antico abitato di Concesio e dal contesto naturale in cui l’edificio armoniosamente si innesta.

10 aprile 1979 - Salone Vanvitelliano del palazzo municipale della Loggia di Brescia
10 aprile 1979 - Salone Vanvitelliano del palazzo municipale della Loggia di Brescia

Il 10 aprile 1979, nel salone Vanvitelliano del palazzo municipale della Loggia di Brescia, hanno preso avvio le attività dell’Istituto con una solenne commemorazione di Paolo VI, tenuta dall’accademico di Francia Jean Guitton e del direttore generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Vincenzo Cappelletti